Studio di perle e perline

Il banco e la torcia visti dall' aereo.

Gli occhiali al didimio servono per difendere gli occhi dal lampo della torcia e da quello della soda. Anche dalle schegge di vetro che saltano.

 

Le bacchette muranesi nel bidone di zinco

 

I mandrini d' acciaio carichi di distaccante ceramico.

Aspettano di andare sul fuoco e di farsi avvolgere da un po' di vetro colorato.

 

 

Questa è l' ottima macchinetta che concentra ossigeno per alimentare la fiamma.

 Allora, qui ci sono un po' di lastre di Murano: a volte le metto in forno, a volte le taglio a strisce per usarle sulla fiamma.

 

Là in fondo, in basso, un po' di bacchette di vetro al borosilicato Northstar.

 

E qui, il mio tesoro - e neanche tutto! - di perle e perline. Sembra tutto ordinato e classificato. ma è solo apparenza. In realtà non si trova mai niente.

  

Eccola qui che arrostisce la perlina giusto per avere la fotografia.

 

la pentola di ceramica accanto è piena di vermiculite dove infilare la perla appena finita, a raffreddare lentamente.

Dopo, in ogni caso la perla deve essere messa in forno a 500° per essere temperata correttamente.

Non deve mai mancare un recipiente con l' acqua.

1. Occhiali di protezione.

2. Acqua vicina.

3. Ventilazione ottima!

4. Estintore a portata di mano.

5. Mai lasciare la fiamma incustodita.

6. Occhio ai capelli!

 

 

PERLE AL LUME:

  galleria di vetri caldi!

 

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